La Francia è il più grande paese dell’Unione europea. Con un’economia ben sviluppata è anche uno dei paesi più gettonati per gli investimenti esteri diretti. La Francia offre un ambiente favorevole alle imprese con forti strutture pubbliche e un quadro giuridico in linea con gli standard europei.

Un paese ricco, simile e diverso al tempo stesso, all’Italia. Un mercato di 68 milioni di abitanti con un Pil pro capite superiore a quello italiano di oltre 5mila euro. Una struttura demografica che vede ancora più numerosi i giovani fino ai 20 anni rispetto alla popolazione over 65.

La Francia si conferma un contesto molto valido per il business. Al primo posto nel ranking mondiale per il commercio con l’estero, avanti rispetto al nostro paese per il rispetto dei contratti (18°) e i permessi di costruzione (20°).

Il business Retail in Francia

Un mercato Retail complessivo tra i maggiori dell’Eurozona.  Vendite retail pro-capite medio-alte.  L’ economia francese e il mercato Retail sono in moderata ripresa.  

Le vendite al dettaglio hanno registrato un miglioramento in Francia nel 2017 per diversi motivi. In primo luogo, una crescita del PIL del 1,6% (in Italia +0,8%), una significativa riduzione del deficit nazionale e un miglioramento della fiducia dei consumatori.

Parigi è la terza città per attrattività nel Retail subito dopo Londra ed Hong Kong, grazie soprattutto alla forza del segmento Luxury.

Dopo un picco di investimenti nei centri commerciali da parte dei retailer nel 2014, la crescita negli ultimi anni si è concentrata nelle boutique dei centri città.

Leisure e Salute&Bellezza sono i due segmenti più dinamici del non food fisico. L’afflusso nei negozi di abbigliamento e calzature continuerà a crescere a breve termine a causa delle prospettive più favorevoli per la crescita economica e del miglioramento della fiducia dei consumatori dopo l’orribile anno del 2016.

La Francia è inoltre il paese più visitato dai turisti di tutto il mondo. Un fenomeno che garantisce una spesa di circa 50 milioni di euro ogni anno da parte di consumatori occasionali.  La spinta del Turismo rimane forte, nonostante la recente flessione legata agli attacchi terroristici.

Con il miglioramento delle prospettive economiche per la Francia, si prevede che le vendite al dettaglio miglioreranno, anche se continueranno le guerre dei prezzi e la cannibalizzazione interna tra i canali. Il timore di ulteriori attacchi terroristici si sta allontanando per il momento, il che è positivo per l’afflusso di consumatori nei centri urbani.

Un consumatore sofisticato che apprezza soluzioni phygital

Il consumatore francese è attratto dalle modalità di acquisto omnichannel, fisiche+digitali come il click&collect.

Il Digital commerce traina la crescita, con modelli sempre più misti fisico-digitali: sebbene i rivenditori su Internet stiano ancora cannibalizzando strutturalmente le vendite dei punti vendita al dettaglio, i confini tra i due sono sempre più sfuocati.

Apparel & Footwear

L’afflusso nei negozi specializzati di abbigliamento e calzature continuerà a crescere a breve termine grazie alle prospettive più favorevoli per la crescita economica e il miglioramento della fiducia dei consumatori dopo un orribile 2016, seguito agli attacchi terroristici di Parigi e Nizza che ha provocato il calo dei turisti stranieri.

La principale minaccia per i fashion retailer rimane la cannibalizzazione delle vendite da parte dell’online, principalmente da player come Zalando, Spartoo, Sarenza, Amazon e Cdiscount. La migliore difesa sarà di sviluppare ulteriormente una strategia multicanale coordinando le vendite online e offline in modo più efficace.

Salute e bellezza

Nel beauty la ripresa è più lenta. I rivenditori specializzati nel settore della bellezza sembrano riprendersi nel 2017 dopo il crollo del 2016 causato dal calo dei flussi nei centri cittadini soprattutto dei turisti stranieri per gli attacchi terroristici del 2015 e del 2016. Alcune catene specializzate nel beauty sono state risparmiate più di altre dal cattivo contesto del 2016/2017. Ad esempio, il protagonista principale, Sephora, ha implementato Color Profile nei suoi negozi nel 2016/2017.

L’economia digitale francese

L’economia digitale rappresenta il 5,5% del PIL francese (fonte : McKinsey) e contribuisce al 25% della crescita economica francese. L’accesso ad internet ad alta velocità in Francia ha dei prezzi competitivi in Europa ed è meno caro che in Germania e Regno Unito assicurando un tasso di penetrazione elevato (40% rispetto al 25% dell’Italia). Gli operatori di TLC hanno realizzato importanti investimenti per l’introduzione della fibra ottica e della 3G e 4G. La Francia detiene il parco di punti di accesso del pubblico alle reti WiFi più importante del mondo con 13 milioni di unità (Fonte: Arcep).

L’e-commerce è in piena espansione con un giro d’affari di 65 miliardi di euro, la Francia è il 5° Paese al mondo per le vendite on line secondo la Fevad (Federazione dell’e-commerce francese). Il piano THD (Très Haut Débit) del Governo francese mira a coprire l’integralità del territorio nazionale a banda larga entro il 2022 con priorità di introduzione della fibra nelle zone di attività economica.

Catene italiane che approdano in Francia

Sono molte le aziende italiane che stanno cogliendo le opportunità offerte dal mercato francese, sia per quanto riguarda gli investimenti nel retail fisico che nell’online. Tra queste: Nyky, Miniconf, Kartell, Fedon, Pupa Milano, Boggi Milano, Interfashion (High) e Parosh che hanno scelto di essere accompagnate in questo percorso da Sinesy, affrontando anche il passaggio alla nuova fiscalità francese. Ma di questo parleremo nel prossimo articolo. Stay tuned!


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Fonti:

https://www.confimprese.it/httpdocsnew/wp-content/uploads/2017/07/6-Jordi-Farre-francia-sviluppo-def.pdf
https://www.confimprese.it/eventi/retail-business-francia/
https://www.confimprese.it/httpdocsnew/wp-content/uploads/2017/07/5-Alessandro-Barzaghi-76114-Il-contratto-di-Franchising-nella-legge-francese-revisionato-1-CA.pdf
http://www.euromonitor.com/
http://www.infomercatiesteri.it/public/rapporti/r_68_francia.pdf

Autore: Silvia Ghiotto