Oggi le “carte fedeltà” spopolano nei nostri portafogli, quasi fino a farli esplodere.
Si narra che il primissimo programma fedeltà con raccolta punti risalga addirittura al 1793, dove intraprendenti negozianti americani instauravano rapporti continuativi con i propri clienti dando loro gettoni di rame da riutilizzare per acquisti futuri.

Da allora il modello di fidelizzazione non è cambiato molto: concedere uno sconto, sperando che l’esclusività del beneficio riporti il cliente nel negozio è il succo di ogni programma fedeltà. O almeno, lo è stato fin’ora. In questi ultimi anni stiamo assistendo a un cambiamento radicale in cui la fidelity card sembra aver perso la sua efficienza: il consumatore preferisce aspettare la promozione speciale che gli garantisca uno sconto maggiore rispetto allo sconto acquisito con la carta fedeltà.

Con queste premesse possiamo dire che la carta fedeltà sia ancora un elemento così determinante nell’esperienza d’acquisto? O forse è giunto il momento per il retailer di ricorrere a forme più moderne per attrarre i consumatori? Nello specifico si parla di gamification loyalty programs, forme evolute di programmi fedeltà che un retailer all’avanguardia non può non conoscere.

La carta fedeltà non è più il driver per lo shopping

Lo sconto che il negoziante riconosceva al proprio cliente affinché tornasse ad acquistare i propri prodotti, si è trasformato in un modello di acquisizione di dati primari da dare in pasto a un CRM per attivare campagne di marketing mirate e personalizzate: il cliente si registra al programma fedeltà perché ha un vantaggio, ma non è per questo motivo che tornerà nel negozio.

Facciamo una piccola prova basata sulla tua esperienza: quante carte fedeltà hai? Hai mai preferito l’acquisto in un negozio perché avevi dei punti da spendere? Conosci i vantaggi che hai accumulato con la fidelity card?

“Solo il 50% degli utenti coinvolti nelle operazioni di incentive e loyalty è realmente attivo, il 20% pur avendo ottenuto il premio non lo riscatta.”
Fonte: Bond Loyalty Report

Questo dato a dimostrazione di quanto il semplice programma a punti non basti più, probabilmente perché non viene percepito come un vero e proprio vantaggio nell’esperienza d’acquisto.
Ecco che diventa indispensabile la ricerca di nuovi “linguaggi di fidelizzazione”, nuove forme di intrattenimento e coinvolgimento. E quale modo migliore per coinvolgere se non con Gamification loyalty programs?

La carta fedeltà del futuro premia i Gamification loyalty programs

Il modo per riportare il cliente ad avere cura della propria fidelity card passa dunque attraverso una rivisitazione dell’attuale modello sfruttando l’omnichannel e la gamification. Ma come?

Essere omnichannel significa premiare il cliente ogni volta che entra in contatto in modo positivo con il nostro brand. Non basta riconoscerlo solo quando acquista nei miei negozi o nel mio e-commerce. Anche l’acquisto nei negozi multimarca, le attività nei social network o la visione delle newsletter dovrebbero far parte dei programmi fedeltà. Offrire diverse modalità per accumulare punti è il primo passo per rendere il cliente parte attiva e creare interesse.

Nella gamification l’accumulo dei punti viene chiamato Feedback. Acquisendo punti, il cliente può differenziare la propria fidelity card facendola evolvere. Crescendo di livello si potranno sbloccare nuovi premi o nuove attività sempre più sfidanti. Il tutto dando la possibilità al cliente di scegliere il proprio personale percorso, permettendogli di sentirsi libero di scegliere la migliore strategia per accumulare i punti. Per questo motivo la presenza di sfide che permettano di accumulare i punti più in fretta o premi che permettano di raddoppiare i punti, devono fare parte del loyalty program.


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Come i Brand utilizzano i Gamification loyalty programs: casi di successo

Successi come Farmville o Pokemon Go confermano l’importanza del gioco per la società attuale. Sono molti i Brand che cavalcano l’onda sperimentando forme di Gamification integrate ai loro loyalty program.

  • L’App di Levi’s consente all’utente, una volta registrato, di accumulare dei Coins convertibili in premi. Accumularli è semplice: l’App geolocalizza l’utente e gli regala Coins ogni volta che approda in determinati punti segnalati dall’Applicazione. Inoltre è possibile acquisire questi rinomati Coins partecipando a eventi Levi’s o entrando nei negozi del Brand. I Coins verranno poi tradotti in premi per l’utente fidelizzato che vanno da sconti presso i negozi Levi’s aderenti, a buoni per partecipare a eventi convenzionati.

  • Anche Nike si riconferma sempre sul pezzo con la sua App e afferma: “La premessa è semplice: più attivo sei, più vieni ricompensato. Sia che tu corra più miglia con Nike Run Club o svolgi 5 nuovi percorsi di forza con l’app Nike Training Club questo mese, i tuoi traguardi a livello fisico generano premi”.
    I fan del Brand sono così invogliati a correre per km e a versare litri e litri di sudore pur di accaparrarsi un modello in limited edition!

  • Nel mondo del food, Despar fa centro con l’App “Despar Tribù”, che consente di accumulare punti non solo facendo la spesa, ma anche tramite dei piccoli giochi e quiz settimanali.

Le potenzialità di questo modello di gamification per i loyalty programs sono enormi. La raggiunta maturità della generazione y, nata e cresciuta con i giochi digitali è l’attuale target di riferimento per tutti i marketers. Come in tutti i giochi, superato un livello ci sono i premi; deve essere chiaro quale è il premio e come fare a raggiungerlo. Il premio potrebbe essere un oggetto da usare nel gioco o anche premi di valore per il mondo reale. La fantasia e la creatività sono determinanti.
Quindi perché non iniziare subito? Coinvolgi, ricompensa, fidelizza … E non resta che giocare!


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Autore: Claudio Modanese