Quante volte ti è arrivata la chiamata dello store manager che lamentava di aver finito tutte le taglie 40 di un nuovo arrivo?

Quante volte sei dovuto intervenire su uno dei punti vendita che stava accumulando troppa merce invenduta?

Rotture di stock e slow sale sono sempre in agguato. Soprattutto se lavori nel mondo del fashion, soprattutto se lavori in quello del fast-fashion, dove gli articoli stagionali sono il tuo pane quotidiano. Come evitare queste insidie? Con riassortimenti e bilanciamenti automatici.

La miglior difesa è l’attacco

La pianificazione commerciale della merce fatta a inizio stagione può avere infatti dei risvolti imprevedibili. La variabilità dell’andamento delle vendite è repentina e talvolta inaspettata, perché sempre più inattesi sono i gusti delle persone. Tra acquisti emozionali e credito dato a influencer emergenti, tutte le logiche predittive e i demand planning vengono messi in discussione e i margini sono a rischio.

Tutto gira intorno alla velocità di vendita, la variabile chiave che ogni retailer dovrebbe tenere monitorata con costanza. Grazie ad un modello di analisi basato su sell through e settimane di vendita, è possibile analizzare gli articoli in slow, normal e fast all’interno di un grafico e verificare eventuali anomalie rispetto all’ideale di “vendibilità”.


Leggi come calcolare la velocità di vendita qui: Reagire ai trend della moda: automatismi per riassortire i negozi in base alla “velocità di vendita”


Gestione Stock automatico: un equilibrio in movimento

Per correggere le deviazioni, si può intervenire con un riassortimento oppure con un bilanciamento automatico. La differenza sostanziale tra i due termini è che il primo implica una domanda di rifornimento al magazzino centrale, mentre il secondo sottintende un trasferimento tra i punti vendita.

Se tutti i negozi della rete performano oltre le aspettative è doveroso ricorrere a un riassortimento; se invece il fenomeno riguarda solo alcuni negozi della rete oppure si presenta il fenomeno contrario (articoli slow solo in alcuni punti vendita), allora è il caso di provvedere a un bilanciamento.

Quest’ultimo è quello usato più di rado tra i due ma, nonostante ciò, le aziende che adottano la tecnica del trasferimento di articoli da un negozio all’altro, riscontrano rientri notevoli.

I bilanciamenti non sono affatto da sottovalutare, soprattutto con realtà omnichannel sempre più presenti: in questi casi, accade sempre più spesso che ci siano dei prelievi dai negozi fisici per soddisfare gli ordini online. Di conseguenza, i primi dovranno essere ribilanciati.

L’algoritmo che ti semplifica il riassortimento

La gestione stock tramite bilanciamento viene per lo più condotta manualmente. Ma perché sobbarcarsi un tale onere lavorativo quando un software può farlo per noi?

Grazie a un algoritmo parametrizzabile è possibile integrare il bilanciamento automatico al proprio gestionale: in questo modo, il software analizzerà la velocità di vendita dei prodotti e manderà in automatico le richiesta di bilanciamento. Quali sono i criteri che guideranno questa analisi? Il margine di guadagno, il confronto tra domanda e offerta e la geo-localizzazione dei punti vendita della rete, ad esempio.  

Ovviamente, l’algoritmo sarà implementato con diversi parametri, a seconda delle esigenze di ogni retailer: alcuni parametri potrebbero essere le curve “taglie” piuttosto che i “best seller”.


 

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Autore: Silvia Ghiotto